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CHI ERA GESU'

 

A 2007 anni (circa) dalla sua nascita gli studiosi esaminano le labili tracce storiche della sua vita. Ecco che cosa dicono: oltre che il fondatore del Cristianesimo Gesù fu anche un personaggio storico e l'analisi di testimonianze e testi antichi ci consente oggi di ricostruire un inedito ritratto: talvolta molto differente da quello finora tramandato dalla tradizione religiosa.

Nome            :  Jehoshù'a

Cognome      :  Ben - Josef  (dal nome del Padre)

Madre           :  Myriam

nato a           :  Betlemme

professione  :  Rabbi ambulante 

accusa         :  Fomentatore di disordini

Probabilmente vennero scritti così, in ebraico, i dati di un predicatore condannato a Gerusalemme 1970 anni fa. Uno che davvero sarebbe passato alla storia. Oggi un terzo della popolazione mondiale é cristiana, crede nel messaggio di questo Gesù di Nazareth. Ma a giudicare dai documenti storici (escludendo cioé i vangeli, racconti teologici scritti a posteriori da cristiani e con valore storiografico limitato), la celebrità di gesù appare un paradosso, un controsenso storico. E' più noto di Alessandro Magno, Platone e Giulio Cesare, ma della sua vita si sa poco. Gli scarsi documenti non cristiani lo indicano al massimo come uno dei tanti predicatori di una lontana provincia Romana, La Palestina. <<Troppo povera e troppo poco alla moda perché gli scrittori graditi al potere si dedicassero a registrarne con cura fatti e personaggi, anche se erano in molti gli Ebrei che si aspettavano un intervento definitivo di un Dio che li liberasse dal giogo romano>> spiega Remo Cacitti, docente di storia cristiana antica all'università di Milano. Per esempio, lo storico Ebreo dell'epoca, Giuseppe Flavio, parla di un certo Teuda, a capo di un movimento non violento, che invitò i suoi fedeli a radunarsi presso il fiume Giordano dove avrebbe separato le acque, come Mosé. Il procuratore romano mandò la cavalleria che uccise parecchie persone, compreso Teuda. In un altro caso un uomo, noto con il nome di l'Egiziano chiamò i suoi seguaci ad una marcia su Gerusalemme, promettendo che le mura della città sarebbero crollate al suo arrivo, per volere di Dio. I Romani sedarono nel sangue anche questa ambizione profetica. Giuseppe Flavio racconta che diversi profeti radunarono seguaci nel deserto in attesa di un intervento Divino, tutti però furono eliminati da Roma.

NERONE INCOLPO' I CRISTIANI PERCHE' IL POPOLO LI ODIAVA.

Ma fu mai registrato il nome di Gesù dagli storici romani? << sì, ma non prima del 110 d.C., 80 anni dopo la sua morte >> spiega Lucio Trojani, docente di storia romana all'università di Pavia. << Tacito, nel libro 15 degli Annali, parla dell'incendio di Roma e afferma che Nerone incolpò i cristiani perché contava sul fatto che erano odiati dalla popolazione per flagitia (atti osceni e immondi), Tacito aggiunge che il volgo li chiamava "crestiani" perché prendevano il nome da Cristo, giustiziato sotto Tiberio. Anche Svetonio nomina Gesù parlando dei cristiani, che definisce genus novum ac maleficum (un genere nuovo e malefico). Dice che furono cacciati da Roma per i loro tumulti in nome di "Cresto".

Ma quella dei documenti romani su Gesù resta una traccia esile.  Qualcosa di più emerge da Giuseppe Flavio, autore intorno al 75 d.C. dell'opera Antichità Giudaiche , che scrive: "Gesù fu uomo aggio, se pur conviene chiamarlo uomo, infatti egli compiva opere straordinarie (...) egli era il Cristo.  Dopo che Pilato lo condannò alla croce, non vennero meno coloro che fin dall'inizio lo ebbero amato.  Apparve loro il terzo giorno di nuovo vivo (...)".

"Qui può esserci qualche aggiunta posteriore dei copisti romani" spiega Troiani "ma non c'è dubbio che siamo di fronte a una testimonianza storica".  Alla quale segue quella contenuta nel Sanhedrin del Talmud babilonese: "Alla vigilia della Pasqua si appese Jeshù il nazareno (...) perchè aveva praticato la magia e deviato e sobilato Israele".  Con una manciata di testimonianze storiche a disposizione, i ricercatori si sono a lungo divisi in due fazioni: la scuola critica, a caccia di notizie biografiche per spiegare i motivi del successo di Gesù, e la scuola mitica, per la quale il cristianesimo non è altro che un mito, per cui non serve curarsi troppo della vita dell'uomo reale chiamato Gesù.

 I VANGELI SONO FATTI A STRATI, QUELLO PIU' PROFONDO E' STORIA

"Finchè è arrivata una terza via" spiega monsignor Gianfranco Ravasi, direttore della biblioteca e della Pinacoteca Ambrosiana di milano.  "I ricercatori hanno capito che  lavorando sui Vangeli come se fossero stati geologici, si può arrivare a un nucleo di verità storicha.  A un livello più antico ci sono infatti i detti che Gesù ha realmente pronunciato in vita.  Sopra questi è stata registrata la tradizione orale che si è sviluppata, con alcuni inevitsbili cambiamenti, dopo la sua morte.  Ma questa non è da sottovalutare, perchè nel mondo antico si era molto precisi nei ricordi e molti detti di Gesù erano volti a facilitarne la memorizzazione, come "Chiedete e vi sarà dato, bussate e vi sarà aperto" (parallelo con finale positivo).  A questa parte più credibile si sovrapposero poi, fra i primi cristiani, raccolte scritte di detti di Gesù e annunci di fede".  Questi vennero poi selezionati a un livello successivo e ricuciti insieme con racconti inventati che tenevano conto della missione di ogni evangelista: a chi doveva evangelizzare tra i romani conveniva per esempio parlare bene di Roma e quindi assolvere il romano Pilato.  Fra i vangeli sinottici ( cioè quelli di Marco, Matteo e Luca che contengono una serie di detti simili), il più antico è attribuito a Marco e risale al 70 d.C..  Quello di Giovanni, il più teologico, è anche il più recente: della fine del primo secolo.  Il Kerygma (dal greco annuncio) di fede cristiana, più antico è del 57 d.C., 27 anni dopo la morte di Cristo e si trova nella prima lettera di Paolo ai Corinzi: "Vi ho trasmesso ciò che anch'io ho ricevuto: Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture e fu sepolto.  E' risorto il terzo giorno, secondo le scritture, e apparve..".  Paolo, ex persecutore di Cristiani, figura centrale nella diffusione del cristianesimo, non conobbe Gesù (se non in una visione), ma ebbe informazioni di prima mano dai seguaci più anziani.  "e' la fede nella resurrezione la chiave del successo di Gesù, più di quanto lo sia il suo insegnamento  morale, che esiste anche in altre religioni".  Sostiene Ed Sanders, docente di religione alla Duke University: "E' un fatto storico che un gruppo di persone affermi di avere visto, non sappiamo come e in base a quale fenomeno, il loro capo risorto.  Ne sono talmente convinte che riprendono la loro missione, sfidano la repressione, fino al martirio".

 AVEVA PROBABILMENTE UN FRATELLO DI NOME GIACOMO E VALORIZZAVA IL RUOLO DELLE DONNE

Qual è il metodo d'analisi per selezionare dai vangeli gli elementi di verità? "Se un detto di Gesù si ritrova in fonti evangeliche indipendenti, allora possiamo pensare che questo parallelismo rispecchi il suo pensiero originale" spiega Ravasi.  " Lo stesso vale per un detto o un'azione compatibile con lo sfondo culturale  ebraico del tempo, che non rifletta cioè un'influenza cristiana nata a posteriori.  Ma può essere attendibile anche ciò che contrasta con i canoni ebraici dell'epoca (e quindi difficilmente sarebbe stato aggiunto per ragioni di propaganda) e che richiama l'originalità propria dell'ebreo Gesù".  un altro principio tiene conto che a quel tempo la Storia era vista come un continuo comiersi di profezie: molte delle azioni di Gesù, miracoli compresi, vanno quindi considerati invenzioni degli evangelisti, che intendevano dare compimento a disegni iniziati generazioni prima di lui.  Quali sono allora i fatti veri rintracciabili con questo metodo di indagine incrociata dei vangeli?  Ecco quelli che trovano daccordo la maggior parte degli studiosi.  Gesù nacque a Betlemme sì ma non nel primo anno in cui inizia l'epoca che si riferisce alla sua nascita, bensì tra il 7 e il 4 a.C., questo perchè viene ritenuta valida la concordanza degli evangelisti Luca e Matteo in rapporto alla data della morte di Erode il Grande, non tenuta presente dal monaco Dionigi il Piccolo, creatore nel VI secolo del calendario liturgico.  Gesù passò quasi tutta la vita a Nazaret.  A 30 anni venne effettivamente battezzato da Giovanni Battista, figura reale confermata da Giuseppe Flavio.  "Dallo studio storico dei vangeli emerge che la cultura di Gesù era media, non certo aristocratica.  Predicava quasi esclusivamente nelle campagne, parlava l'aramaico e l'ebraico e aveva una conoscenza pratica dei fenomeni agricoli e naturali e dei fatti della vita".  Dai dettagli sull'ambiente e sui numeri delle Pasque citate nei vangeli, si desume che la sua missione durò da un minimo di 18 mesi a un massimo di 3 anni.  Gesù operò quasi esclusivamente in Galilea, facendo fatica all'inizio a trovare un seguito.  Poi soggiornò in Giudea, allora sotto il controllo della prefettura romana, solo per alcuni giorni.

 FU CONDANNATO PERCHE' PROVOCO' DISORDINI NEL TEMPIO

Fino all'episodio cruciale della cacciata dei mercanti dal tempio, il sacerdote Caifa fa arrestare Gesù in base alla responsabilità conferitagli dalla prefettura romana di garantire l'ordine nelle feste pasquali, quando la gente si riversava in massa a Gerusalemme e al tempio.  Gesù provoca disordini proprio al tempio, nel centro del potere teocratico.  E questo fatto, più ancora delle presunte affermazioni sull'essere figlio  di Dio, lo porterà sulla croce.  Una pena che i romani riservavano soltanto agli schiavi e ai banditi ( categoria che comprendeva anche i ribelli).  I falsi profeti venivano in genere lapidati dagli ebrei stessi, previa condanna della prefettura romana.  In base alla concordanza sull'episodio in cui Gesù, quando affronta la sua esecuzione, raccomanda a madre ai discepoli ( e non cita altre donne) pare confermato che non fosse sposato.  Sembra probabile invece che avesse dei fratelli.  Giuseppe Flavio parla di un fratello di Gesù di nome Giacomo il Minore.  Un altro elemento storico che emerge dai vangeli è che Gesù aveva discepoli anche di sesso femminile, andando controcorrente ( esempio del principio di discontinuità) in una società confessionale che vedeva la donna come portatrice di impurità e non adatta all'apostolato.  Sempre sulla base di questo principio, uno dei suoi detti " chiunque ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra commette adulterio...", che compare in varie forme in tutti i vangeli è considerato autentico, perchè non conforme alla legge mosaica, in cui era consentito ripudiare la moglie.

Gesù si rivolgeva anche ai gentili, cioè alla popolazione non ebrea della Palestina, fatto non in linea con l'ebraismo dell'apoca.  Anche se la sua solidarietà con i diseredati ("Gli ultimi saranno i primi...) fu innovativa, non sembra verosimile un suo impegno sociale di tipo rivoluzionario o volto a rivendicare riforme sociali.  "La sua figura nasce in un clima di grande attesa per la fine del mondo e l'inizio di un nuovo ordine divino, e il suo impegno, più che per i miglioramneti terreni, è diretto a salvare il maggior numero possibile di persone per l'avvento del Regno di Dio" sottolinea Sanders.  A questo scopo Gesù cocedeva il perdono senza pretendere i lunghi, minuziosi e rigidi rituali della legge ebraica.  Per lui, i sacrifici nel Tempio contavano meno di un sincero pentimento.  I tempi stringevano, il Regno stava arrivando.  Lo stesso Paolo, 27 anni dopo, un pò deluso per l'attesa, pensava fosse ancora questione di poco, magari di mesi.

 I MIRACOLI? CONTANO POCO. A QUEI TEMPI LI FACEVANO IN MOLTI

Secondo gli storici, i miracoli non sarebbero stati così importanti nella formazione della fama di Gesù tra i contemporanei.  Prima di lui ci fu un certo Honi, che disegnando cerchi salvava Israele dalla siccità,  e dopo ci furono Hanina ben Dosa, famoso guaritore della generaxione successiva, Teuda e tanti altri predicatori.  Dall'alto numero di esorcismi citati dai vangeli, si è portati a credere che Gesù fosse essenzialmente un esorcista, con grandi capacità di curare malattie psicosomatiche.  "io ritengo che fosse un abile guaritore, ma certi miracoli sulla natura, come camminare sulle acque, devono essere stati adattamenti degli evangelisti tratti dalle profezie bibliche" dice Ravasi. Ma se la capacità di compiere miracoli e, soprattutto, esorcismi era considerata "normale" in un predicatore per la gente della Palestina, il vero "fatto" straordinario fu la sua riapparizione dopo morto.  Non ci sono fonti storiche non cristiane ad affermare che il masso fu spostato e il sepolcro venne trovato vuoto (come sostengono i vangeli).  Ma la credenza nella sua resurrezione forse fu davvero registrata dallo storico Giuseppe Flavio e di sicuro si trova nella prima lettera di Paolo ai Corinzi: "apparve a Cefa, quindi ai dodici.  In seguito apparve a più di 500 fratelli. (...) la maggior parte di essi vive ancora (...)".

Secondo le concordanze evangeliche, inoltre, i primi testimoni della tomba vuota e delle apparizioni furono donne, un fatto che rende poco verosimile l'ipotesi di una invenzione deliberata: a quei tempi le donne non avevano il  diritto di testimoniare neppure in presenza di un reato.  E affidare a loro una trovata propagandistica non sarebbe stato vantaggioso per i discepoli che dovevano difenderne la veridicità.

Qualcuno credette davvero di vedere Gesù, questo sembra attestato storicamente.  Ma la spiegazione di questo fenomeno esce dal campo della Storia per entrare in quello della fede.  La testimonianza degli apostoli, comunque, è che "non era come un fantasma, ma nemmeno era come un cadavere resuscitato.  Era come se avesse subito una trasformazione".

 

 

Fonte : Mensile