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HESSDALEN, FUOCHI FATUI E FULMINI GLOBULARI

 LE LUCI DI HESSDALEN  Che cosa sono quelle luci che appaiono nel cielo della valle Norvegese di Hessdalen?Di cosa sono fatti i fulmini globulari, sfere luminose capaci di rimbalzare sul terreno, ma anche di attraversare i vetri delle finestre?A cosa é dovuta la luminosità dei Fuochi fatui?Domande a cui la scienza non ha ancora dato risposte. Del resto non é affatto facile studiare fenomeni per loro natura repentini e incorporei. Eppure le testimonianze storiche non mancano.Anche in Italia. Il caso forse meglio documentato é quello che dal 1879 al 1920 ha avuto per teatro Berbenno di Valtellina(Sondrio), dove una fiamma che compiva quasi sempre lo stesso percorso fu vista da  moltissime persone.Un'altra luce"fantasma" apparve dal '47 al '50 in due frazioni di Cravagliana(Vercelli), dove prese il nome di:"s-ciarun"(il chiarore). Di altre luci ricorrenti si ha notizia in provincia di Alessandria("fuoco di S.Bernardo"), nel Bresciano("lusuri"), nella bassa ferrarese("lumazza"), a Rimini("la pulo'una"), nel Ravennate("la pilegreina"). Ed ancora oggi simili apparizioni pare si verifichino in alcune località del Grossetano, nel Reatino e nel Viterbese. Ma é su tre fenomeni in particolare che si va concentrando l'attenzione degli scienziati.
Nel 1984 furono osservati a Hessdalen 186 fenomeni luminosi: 53 sono rimasti inpiegati.  Hessdalen é una valle semideserta della Norvegia dove nel Dicembre 1981 hanno iniziato a manifestarsi in cielo strani bagliori: sfere di luce giallastra che cambiavano posizione ogni 5-10 minuti;luci bianco-blu che lampeggiavano sopra le montagne;formazioni di più luci, ferme o in movimento. In seguito alla recrudescenza del fenomeno venne creato, nel 1983, il "Progetto Hessdalen", allo scopo di indagarlo.  Furono organizzate due campagne di osservazione con macchine fotografiche fisse, un sismografo(che non registrò alcuna attività), un magnetometro(che invece misurò variazioni del campo magnetico all'apparire delle Luci), un radar, un laser ottico e un contatore Geiger(che non riscontrò aumenti della radioattività).Al termine della prima campagna, nel Febbraio del 1984, i fenomeni luminosi rimasti inspiegati erano 53 su 186, gli altri imputabili, per lo più, al passaggio di aerei. Occasionalmente il raggio laser puntato sull'oggetto luminoso indusse una specie di risposta da parte di quest'ultimo, che raddoppiò la frequenza di pulsazione. Più volte le luci furono rilevate dal radar e, in un caso, fu possibile stimarne la velocità: circa 30 mila Km/h. In un altra occasione, un corpo luminoso lasciò un segno sulla neve profondo 2-3 cm. Al suo interno il numero dei batteri risultò essere 100 volte inferiore a quello delle zone circostanti. Inoltre, all'apparire delle luci misteriose, sia le macchine fotografiche elettroniche che gli strumenti subivano spesso un black-out. Anche se dopo l'estate del 1984 gli avvistamenti sono diminuiti, due anni fa, é stata installata una stazione di rilevamento automatica e, tra l'Agosto del 1998 e il Giugno del 2000 sono state raccolte 37 immagini di fenomeni luminosi non identificati.

 FUOCHI  FATUI  

 Si pensava che i fuochi fatui fossero prodotti dalla combustione di metano e fosfina, ma chi é riuscito a toccarli, non si é scottato. I fuochi fatui sono tenui luminosità, simili a deboli fiammelle, osservate molto raramente di notte, in campo aperto. Conosciuti in tutto il mondo da almeno 200 anni, sono considerati un fenomeno naturale dovuto ai gas prodotti dalla decomposizione di masteriale biologico. Per questo sono spesso associati a cimiteri e paludi. Ma loro reale composizione é ancora ignota. Una teoria suggerisce che essi siano generati da Metano, uno dei gas prodotti dalla putrefazione, mescolato a tracce di Fosfina, un composto che si autoincendia a contatto con l'aria, incendiando a sua volta il Metano. Con questa ipotesi, però, contrastano le poche testimonianze dirette, di persone che li hanno avvicinati fino a toccarli e che  parlano di qualcosa di simile a un vapore luminoso freddo. Potrebbe allora trattarsi, non di combustione, ma di chemiluminescenza (o fosforescenza) della Fosfina. Purtroppo, però, nessuno ha mai catturato, analizzato o riprodotto in laboratorio il fuoco fatuo.

POMERIGGIO D'ESTATE : L'ORA DEL FULMINE GLOBULARE.

 Pensate ad una palla luminosa che compare all'improvviso a mezz'aria e si sposta erraticamente. Poco dopo esplode con fragore, oppure svanisce silenziosamente senza lasciare traccia, se non, talvolta, odore di Ozono. Può attraversare corpi solidi senza conseguenze, oppure provocare danni a cose o persone. La scienza lo chiama "fulmine globulare" a causa della sua forma prevalentemente sferica e del supposto collegamento con i temporali, benché il 10% degli episodi registrati, sia avvenuto a ciel sereno. Malgrado la gente li abbia osservati da sempre (rarissime sono però le foto) e da oltre 160 anni siano oggetto di disputa scientifica, i fulmini globulari restano un problema insoluto. Nel 1999 il centro Italiano di studi ufologoci (Cisu) ha avviato una catalogazione delle osservazioni italiane di fulmini "a palla" (progetto Blita). Dalle testimonianze risulta che é più facile vederli d'estate e nella seconda metà della giornata. Nel 79% dei casi hanno diametro compreso fra i 10 e i 50 cm.. Predominano la forma sferica ed i colori bianco e rosso. Diversamente che altrove, in Italia, sono più spesso osservati all'esterno che all'interno di edifici.

  
Fonte : mensile