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ALLA RICERCA DELL'ALDILA'

<<I risultati della nostra ricerca non possono essere spiegati con trucchi, errori o semplici coincidenze statistiche, dobbiamo considerare la possibilità che siano entrati in gioco altri meccanismi. Per esempio la sopravvivenza della coscienza individuale dopo la morte >> Firmato su carta intestata dell'Università dell'Arizona : Gary Schwartz e Lonnie Nelson, psicologi dell'Human energy system laboratory di Tucson. In questo laboratorio universitario sono stati effettuati i test che proverebbero la capacità dei medium di entrare in contatto con quelli che vengono comunemente chiamati "spiriti" dei morti. Studio pubblicato sulla rivista della più antica associazione inglese dedita all'indagine sui fenomeni paranormali.

Che cosa c'é dopo la morte?

L'unica cosa certa é che la ricerca dell'università dell'Arizona ha suscitato scalpore nel mondo scientifico, e non solo. In primo luogo perché Gary Schwartz, che l'ha guidata, non é uno sperimentatore sprovveduto. In secondo luogo perché il terreno in cui si é addentrato, quello dello spiritismo e quindi dell'aldilà, suscita da sempre forti emozioni. E non potrebbe essere diversamente: l'umanità, fin dalle origini, si é sempre chiesta che cosa ci fosse dopo la morte. Un interrogativo angoscioso, che non ha mai trovato, a livello scientifico, soluzione, ma che ha trovato risposte rassicuranti nelle credenze religiose di quasi tutte le culture del mondo e, più recentemente, nei cosiddetti fenomeni paranormali. La presunta capacità di comunicare con i morti, attraverso sciamani, stregoni o medium, accompagna infatti l'uomo dalla preistoria all'antica Grecia, fino alla nascita, nell'800, di forme di spiritismo capaci di convincere e coinvolgere anche noti scienziati.

Fisica della resurrezione

Solo negli ultimi anni la scienza ufficiale ha però cominciato a studiare seriamente questi fenomeni. Sono stati indagati medium durante il loro lavoro, scoprendo che si trattava quasi sempre di trucchi . Sono stati oggetto di discussione e studio anche altri strani fenomeni, come i racconti di chi riesce a salvarsi da situazioni di pre-morte. Racconti che sono molto simili tra loro, indipendentemente dalla cultura e dall'origine di chi li fa. E che descrivono, per esempio, una luce in fondo a un tunnel, che attrae e che infonde pace. Un fisico Usa,
Frank Tipler, ha perfino provato a dimostrare, sia pure solo teoricamente, l'inevitabilità della resurrezione. Nessuno scienziato, prima del gruppo di Schwartz, era però mai arrivato alla sorprendente e sconvolgente
conclusione che sia possibile comunicare con i defunti.


Contatti verosimili

Apparentemente l'esperimento dell'Università dell'Arizona è stato impostato rispettando le procedure scientifiche. Cinque medium sono stati invitati dagli psicologi a comunicare con i defunti cari a persone che i medium non potevano conoscere. Ogni medium entrava in azione senza possibilità di vedere né sentire la persona coinvolta e sulla quale non aveva avuto nessuna informazione. Ma in una prima fase poteva rivolgergli 5 domande (con risposta solo si o no). La persona interessata era chiamata a confermare a uno sperimentatore la esattezza delle affermazioni dei medium sull'identità, il carattere e su episodi della vita dello scomparso. Risultati? In un primo test i medium hanno risposto con una accuratezza dell'83% e uno di loro é arrivato addirittura al 93%. Le notizie sui defunti di una seconda persona sono state de accurate al 77%. Per verificare che non ci fossero state possibilità di azzeccare le risposte casualmente, gli sperimentatori hanno anche usato un gruppo di controllo composto da 60 studenti che dovevano provare a "indovinare" dati sugli estinti, e che hanno raggiunto un grado di accuratezza solo del 37%.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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  • Trucchi psicologici

  • E' la prova della capacità dei medium? Secondo Chris French, psicologo di Goldsmiths College di Londra, no: << ...questo studio presenta risultati così fuori dall'ordinario che bisognerà esaminare attentamente il modo in cui é stato condotto e andrebbe di sicuro ripetuto >>. << Sappiamo che risposte come "si o no" sulla persona scomparsa da parte di soggetto interessato, possono offrire moltissimi indizi al medium >> aggiunge un altro critico inglese, Richard Wiseman, psicologo dell'Università di Hertfordshire. << Si possono indovinare particolari anche interpretando il tono della voce nelle risposte e a queste si possono aggiungere informazioni dedotte su base statistica o di buon senso: se il 90% dei padri di famiglia ama molto i figli, é molto verosimile che anche il defunto "chiamato" li amasse. E' la tecnica del "cold-reading", con la quale diversi medium"imbroglioni" riescono a indovinare fatti personali, malattie, professioni dei defunti. Senza contare che, se il soggetto, interessato alle risposte, tende a ricordarsi più i particolari "azzeccati" dal medium che quelli campati in aria >>. Interpellato da Focus, Gary Schwartz, nega che l'esperimento possa essere stato falsato dal cold-reading. << Lo abbiamo condotto in varie fasi ed é stato ripetuto. Quando gli abbiamo concesso di fare 5 domande, il medium ha tratto ben 120 elementi di informazione con un livello di accuratezza di oltre l'80%, ma anche quando non gli abbiamo permesso di fare domande il livello di accuratezza e rimasto del 77%>> Un altro appunto é stato mosso da James Randi, il più famoso critico del paranormale (www.randi.org): << Un vero gruppo di controllo doveva essere composto non da studenti ma da esperti di cold-reading>>.

  •  ° Paradiso in fondo al tunnel

    Se l'individuazione di medium "genuini" potrebbe fornire, secondo alcuni, particolari sulla vita dopo la morte, c'é chi considera la cosiddetta EPM (esperienza pre-morte) un specie di finestra sull'aldilà. Il fenomeno é stato riscontrato negli ospedali di vari paesi del mondo: una persona ha un incidente grave, un arresto cardiaco, entra in coma. Se riesce a salvarsi, può ricordare di visioni avute quando era in quello stato. Ebbene, spesso le visioni sono le stesse (pare che accada nel 40% dei casi): il malato racconta che si trovava all'ingresso di un tunnel, alla fine del quale c'éra una luce attraente che infondeva pace. A volte nel tunnel si incontrano sagome di defunti conosciuti e amati. Molti riferiscono anche di una presenza, un conoscente o un santo, che li tira indietro, nel senso che li spinge a "salvarsi" dalla morte. << E prima della visione del tunnel, i soggetti possono in genere osservare se stessi dall'alto, come se fossero usciti dal corpo >> racconta Aureliano Pacciolla, docente di Psicologia della personalità all'Università di Lusma a Roma.

    °  Esperienze di pre - morte

    << La cosa più sorprendente é che quasi tutti provano un senso di pace e di assenza di dolore >> continua Paciolla. << E' statisticamente confermato che, invece, nei tentativi di suicidio questa sensazione manca >>. A livello sperimentale si é visto che l'uso di droghe, alcune malattie neurologiche e l'inibizione sensoriale provocata sperimentalmente, possono dare luogo a visioni simili a quelle provate durante queste esperienze di pre - morte. << Ma soltanto la vera esperienza di pre - morte presenta tutte le visioni insieme >> precisa Paciolla, autore di uno studio sull'argomento all'ospedale di Savigliano (Cuneo). Quando rientrano nella normalità, di solito i soggetti che hanno provato una esperienza di pre - morte, hanno un sostanziale cambiamento di vita, con riferimento sopratutto ai valori. C'é però una controprova che mette in dubbio che l'esperienza di pre - morte sia davvero una finestra sull'aldilà: anche le persone che credono di stare morendo, ma che clinicamente non sono affatto in pericolo, possono riportare esperienze complete di pre - morte.

     

     

    Fonte : mensile   07/2001

 

 

 

 

 

 

L'ANGOSCIOSA RICERCA DI UN CONTATTO CON I MORTI - DALLA PREISTORIA AD OGGI

Lo spiritismo é vecchio come l'uomo. Molti studiosi di preistoria ritengono infatti che le prime divinità siano state spiriti di defunti, capi clan o sciamani, cioè i responsabili di culti "magici" che avevano ben lavorato per il bene della comunità.

 Fantasmi.         Lo stato di Trance, cioè di estasi, tipico dei riti degli sciamani prevedeva inoltre il viaggio immaginario nel regno degli spiriti. E ben presto si trovarono anche "sistemi" per fare arrivare gli spiriti fra i vivi. Un episodio significativo é quello Biblico in cui Saul si reca dalle streghe e fa chiamare lo spirito del profeta Samuele.

Latte e sangue. Nell'Odissea si racconta come gli antichi Greci "contattavano" i morti: Ulisse, istruito da Circe, scava una buca, la cosparge di latte e miele, poi traccia un cerchio con sangue di montone. Appaiono così gli spiriti dell'indovino Tiresia e della madre di Ulisse. Con il cristianesimo si verifica una svolta: ad apparire sono sopratutto Santi e defunti che avvertono i vivi dei mille pericoli di corruzione dell'anima e li ammoniscono a rispettare la morale della chiesa. Messi al bando con la riforma protestante, gli spiriti tornano in forze a metà dell'800.

Medium.      Nel 1848 due sorelle, destinate a diventare le famose "sorelle Fox", incontrano strane entità in un paesino vicino a New York. Dopo molti anni di attività finiranno per confessare che avevano preso in giro tutti. Ma ormai hanno lanciato una nuova moda. In America e in Europa tavolini che ballano, ectoplasmi e presunte foto di spiriti riempiono i teatri e arrivano alle università. Si é infatti in una epoca di grandi scoperte scientifiche.

Allucinazioni? Secondo R. Noyes, docente di psichiatria all'Università americana dello lowa, tutto dipende in realtà da un processo mentale. Appena ci diviene chiaro (o pensiamo) di trovarci in fin di vita, il nostro Io si autoconvince che il corpo  non sia poi così importante e immagina di staccarsene, e questo si ripercuote, nello stato di incoscienza tipico del coma, nella creazione di quella visione extracorporea tipica delle esperienze di pre-morte. In genere non potendo più puntare sul futuro, il soggetto rivede a questo punto in rapida successione il suo passato, le tappe della propria vita.La luce in fondo al tunnel invece, secondo altri psichiatri, potrebbe essere il ricordo riaffiorante della nascita, rimasto durante la vita, sepolto in fondo all’inconscio.

 

 Un cervello per pregare. Secondo gli ultimi studi, comunque. il nostro cervello sembra avere aree "dedicate" all'esperienza mistica, e forse anche a percepire il senso dell'assoluto e l'aldilà. Con una speciale tecnica di tomografia computerizzata, Andrew Newberg, neuroscienziato dell'Università di Pennsylvania,ha visto che oggetti impegnati nella meditazione mistica e nella preghiera utilizzano particolari aree del cervello, minimizzando la funzione di altre. In altri esperimenti, in cui è stato stimolato il sistema limbico. si è riusciti a provocare nei pazienti esperienze emotive di tipo religioso. Che si è visto possono emergere anche con le crisi epilettiche che interessano i lobi emporali e il sistema limbico. Il neurologo Michael Persinger. della Laurentian University in Ontano, riesce a provocare visioni mistiche, con presenza di spiriti, in persone sottoposte a stimolazioni magnetiche con uno speciale "elmetto". «Ma queste visioni sono molto collegate. per contenuto, al tipo di educazione religiosa che i soggetti trattati hanno avuto. Sembrano insomma più frutto dell'esperienza individuale che di una visione dell'aldilà» spiega il neurologo. «Esiste cioè una struttura del cervello predisposta a gestire la religiosità, ma che non ha un contenuto stabilito, quest'ultimo ci viene dalla cultura». Sono sufficienti questi studi a spiegare visioni, credenze, contatti con gli spiriti dei defunti e altre manifestazioni mistiche? Anche questo, almeno per il momento. è tutto da dimostrare.         I

   Fonte : mensile     07/2001