Sulla nave USS Eldridge fu deciso di tentare un esperimento sulla base della teoria del "Campo Unificato" di Albert Einstein. Era il 1943 e l'esperimento in questione fu chiamato:"Philadelphia experiment" o "Project rainbow". Detto esperimento metteva in relazione i campi magnetici e gravitazionali con altri fenomeni subatomici e si proponeva, applicando un campo magnetico ad un corpo, di provocarne la sparizione. Per dare quindi corpo all'esperimento furono montati dei generatori di magnetismo del tipo "de-gausser" ed una volta attivati, la nave cominciò, pare, a scomparire avvolta in una luminosità verdastra. L'esperimento sembrava riuscito, ma il campo magnetico aveva evidentemente alterato la fisiologia e gli equilibri psichici dell'equipaggio imbarcato. Infatti metà dell'equipaggio sarebbe impazzito, alcuni avrebbero preso fuoco ed altri sarebbero diventati invisibili. Grosso modo, questo é quello che sostengono gli assertori della veridicità dell'esperimento. Proviamo, però ad entrare maggiormente nei particolari. Pare che già nel 1930, l'Università di Chicago ventilasse la possibilità di ottenere la invisibilità per mezzo dei campi magnetici. Questa ricerca, segreta, proseguì fino al 1940. Un test risolutivo fu effettuato il 28 ottobre 1943. Dal diario di bordo della Eldridge, però, non risulta che la stessa sia mai stata a Philadelphia. Secondo il diario di guerra, rimase a New York fino al 16 di settembre. Dal 18 di settembre al 15 di ottobre avrebbe partecipato ad operazioni di addestramento in mare. Il 18 ottobre sarebbe partita con un convoglio navale per New York e vi sarebbe rimasta fino al primo novembre e così via, fino al 31 Dicembre quindi, la nave, sarebbe stata sempre in movimento e non avrebbe quindi potuto partecipare all'esperimento, ma questo non dimostra nulla poiché, se il progetto era segreto, sarebbe stato naturalmente coperto in tutti i modi per ragioni di "sicurezza nazionale". La marina statunitense, sotto la pressione dell'opinione pubblica dell'epoca, evidentemente alla ricerca di risposte plausibili, azzardò che il "Philadelphia experiment" sarebbe stato confuso con esperimenti in atto per la "invisibilità delle mine magnetiche, un processo mediante il quale un sistema di cavi elettrici viene installato lungo la chiglia della nave, da poppa a prua, su entrambi i lati. Una corrente elettrica controllata viene convogliata attraverso questi cavi al fine di cancellare il campo magnetico della nave. L'equipaggiamento per il "degaussing" era installato nella chiglia e poteva essere reso operativo ogni volta che si fosse ritenuto opportuno. Nell' Ottobre 1955 Morris K. Jessup, residente a Coral Gables, Florida, riceve un pacco di lettere girategli dall'editore del suo libro The Case for the UFO. Si tratta della prima opera che scrive sull'argomento (altre tre ne seguiranno) in cui mette a confronto enigmi del passato con i più recenti avvistamenti di dischi volanti, coniugando i suoi studi in astronomia e la passione per le civiltà scomparse. Tra le lettere ce n'é una alquanto stravagante proveniente dalla Pennsylvania, scritta a mano con differenti colori e con un irregolare uso delle lettere maiuscole e della punteggiatura. Questa lettera è scritta da Allende e si accenna ad un esperimento il cui risultato fu "...la completa invisibilità di una nave, del genere Cacciatorpediniere, e di tutto il suo equipaggio, Mentre era in Mare. (Ottobre 1943)... Metà degli ufficiali e l'equipaggio di questa Nave sono Attualmente, Matti come Pazzi da legare." e prosegue, "...La Nave Sperimentale Scomparve dal Molo di Philadelphia e solo pochi Minuti Dopo ricomparve all'altro suo Molo dell'area di Portsmouth, Newport News, Norfolk. Fu distintamente E chiaramente Identificata in quel posto MA la nave, di nuovo, Scomparve e Tornò Indietro al suo Molo di Philadelphia in pochissimi Minuti o ancor Meno." In una successiva lettera, datata 25 maggio, Allende, si dichiara disponibile ad essere sottoposto a ipnosi o al siero della verità onde ricordare ulteriori dettagli dell'intera vicenda e dimostrare così la sua attendibilità. Di fatto, l'unica argomentazione fornita a sostegno delle proprie asserzioni sono alcuni nomi di persone che sarebbero state con lui a bordo dell'imbarcazione delle Matson Lines Liberty, la S.S. Andrew Furuseth, da cui osservò tutta la scena della nave scomparsa. Tuttavia non si ricorda il periodo preciso degli avvenimenti. Solo in un secondo tempo il cacciatorpediniere "invisibile" venne identificato nell'USS Eldridge DE 173. Nell'ottobre 1958, approfittando di un viaggio d'affari a New York, Jessup si reca a far visita allo scrittore Ivan T. Sanderson, un zoologo interessato al fenomeno UFO e alle anomalie in generale. Il Dr. Jessup si suicida il 20 aprile 1959. Il suicidio contribuì a enfatizzare il significato delle lettere di Allende, tant'è che qualcuno ritenne addirittura che Jessup fosse stato ucciso perché sapeva troppo. Di questa opinione é un gruppo di occultisti californiani che nel 1962 pubblicò una monografia dedicata al controverso episodio e Gray Barker, che raccolse i primi scritti di Jessup e le voci recenti a lui riferite, nel volume The Strange Case of Dr. M. K. Jessup, edito l'anno seguente. Barker, tra l'altro, cita l'appassionato di UFO Richard Ogden, il quale sosteneva apertamente che il "suicidio" di Jessup fosse stato architettato facendogli recapitare un nastro registrato che conteneva messaggi di auto-distruzione. Il nastro utilizzava suggestioni ipnotiche sovrimpresse a musica e mescolate con rumore bianco." E concludeva, " Nessuno può resistere all'essere ipnotizzato da onde sonore." Ma nessuna prova venne offerta da Ogden a supporto delle sue straordinarie asserzioni. Poco dopo la morte di Jessup, Alfred Bielek, getta una nuova luce sul caso raccontando una nuova storia, ancora più inverosimile di quella di Allende: afferma di essere stato trasportato nel futuro dove sarebbe stato sottoposto a lavaggio del cervello e, responsabile di tutto ciò, sarebbe la marina militare che continuerebbe la sperimentazione. Il suo nome vero non sarebbe Alfred Bielek, ma Edward Cameron. Coinvolge anche il fratello nella testimonianza sull'esperimento affermando che anche lui (il fratello) sarebbe stato "trasportato" nel 1983 e che, a seguito di ciò, aveva perso il suo "time-lock", invecchiando di un anno ogni ora e giungendo così rapidamente alla morte. Obiettivamente, come testimone questo Bielek/Cameron é poco credibile, anche se, alcuni credono che un fondo di verità ci sia ritenendo che abbia esagerato la storia per qualche ragione personale. Questa opinione si é andata rafforzando quando Bielek/Cameron comincia a ricordarsi più chiaramente gli avvenimenti e, tutto ciò, avviene inaspettatamente, solo dopo aver visto il film "Philadelphia Experiment" (VEDI LA NOSTRA SEZIONE FILMOGRAFIA). Va ricordato, a questo punto, che Bielek e' laureato in fisica ed é un ingegnere elettrico, in pensione, con trent'anni di esperienza. Proprio per questi suoi titoli e per la sua riconosciuta intelligenza, non viene screditato in toto. Bielek afferma, tra l'altro, che anche che il Dr. Albert Einstein, il Dr. John Von Neumann e il Dr. Nikola Tesla furono coinvolti nell'esperimento. Perchè il coinvolgimento di Einstein?...la teoria del campo unificato, che starebbe alla base dell'esperimento, enuncia che gravità e magnetismo sono collegati proprio come lo sono massa ed energia mediante la formula E=mc^2. Ufficialmente Einstein non venne mai a capo del problema, ma la soluzione potrebbe essere stata resa top secret dal governo per le sue enormi implicazioni (tra l'altro permetterebbe di viaggiare nello spazio senza bisogno di potenti razzi). Nel 1965 il caso Allende fa la sua apparizione in un libro a grande tiratura: "Invisible Horizons" scritto da Vincent Gaddis (edito in Italia da Armenia dieci anni dopo col titolo "Il triangolo maledetto e altri misteri del mare"), che è stato anche il primo a parlare del Triangolo delle Bermuda ( VEDI NOSTRA SEZIONE VERITA' E LEGGENDA). Allende resta per molto tempo un personaggio estremamente elusivo, finché nell'estate 1969, si presenta presso gli uffici dell'Aerial Phenomena Research Organization (APRO), dove confessa che l'intera vicenda é una burla da lui architettata, salvo poi ritrattare tutto poco tempo dopo. Ma chi è veramente Carlos Allende, alias Carl Allen? Nel luglio 1979, Robert A. Goerman, un appassionato di UFO residente a New Kensington, Pennsylvania, si accorse di aver conosciuto i genitori di Allen da sempre: Harold Allen (70 anni) e signora erano i suoi vicini di casa. Gli Allen mostrarono a lui il materiale che il figlio aveva spedito loro negli anni vantandosi dell'agitazione che i suoi scritti avevano causato. Carl Meredith Allen era nato il 31 maggio 1925 a Springdale, Pennsylvania. Era il maggiore di cinque figli, quattro maschi e una femmina. I genitori lo descrissero come un "maestro della presa in giro". Suo fratello Randolph aggiunse: "Ha una mente fantastica. Ma per quanto ne so', non l'ha mai veramente utilizzata, e non ha mai lavorato in un posto tanto a lungo per guadagnare abbastanza. E' una vergogna." Tuttavia qualcosa di veramente segreto accadde a Filadelfia nel '43, qualcosa che spinse un certo Edward Dudgeon a scrivere a Vallée il 28 novembre 1992: "...Ero imbarcato su un cacciatorpediniere che era lì allo stesso tempo dell'Eldridge DE 173. Posso spiegare tutto degli strani accadimenti poiché eravamo dotati dell'identico equipaggiamento, allora segreto. Altre due imbarcazioni hanno salpato assieme a noi per le Bermuda per poi rientrare a Filadelfia". Successivamente Vallée incontra Dudgeon che, avendolo convinto delle sue generalità e mostrato il foglio di congedo dalla Marina, racconta la sua versione dei fatti: la missione che coinvolse la Eldridge e la Engstrom, la nave su cui era imbarcato Dudgeon, durò dalla prima settimana di luglio alla prima settimana di agosto del 1943, ed era considerata top-secret in quanto veniva per la prima volta sperimentato un insieme di contromisure che dovevano rendere le navi invisibili alle torpedini magnetiche lanciate dai sommergibili tedeschi (la versione fornita dalle autorità di allora). Nulla di "poco terrestre" ma all'equipaggio fu vietato di parlare della missione. L'utilizzo dell'attrezzatura speciale, consistente in un radar di bassa frequenza, un sonar, un dispositivo per il rilascio di cariche di profondità e delle eliche particolari, è stato confermato, alle richieste di Vallée, anche dal vice-ammiraglio William D. Houser.
In conclusione, l'intera vicenda non sarebbe altro che una burla organizzata dal misterioso Carl Allen? Secondo molti sì, ma altri ritengono che ci troviamo di fronte ad una operazione di disinformazione creata volutamente da non meglio identificati servizi segreti per distogliere l'attenzione da altri eventi ben più significativi. Lo stesso potrebbe valere anche per il famoso caso Roswell e il discusso documento MJ12 ?? E' forse un caso che il divulgatore di tutti questi segreti sia sempre l'americano William Moore? |