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LA CARTA DI PIRI RE'IS

 

E' disegnata su una pelle di gazzella trattata. È colorata ad acquarello e da 500 anni non smette di incuriosire gli studiosi. Secondo alcuni, infatti, nessun uomo avrebbe potuto avere conoscenze sufficienti, per tracciare la mappa firmata nel  1513 dall'ammiraglio turco Piri Ibn Haci Mehmet, meglio noto come Piri Re'is.  Cos'ha di tanto strano questa mappa rispetto ad altre. anche importanti per i navigatori del tempo, come quella del 1502 disegnata da Alberto Cantino (il documento più antico su cui compaiano le coste dell'America orientale, con la prima rappresentazione dell'isola di Terranova e del Labrador) o quella, forse del 1505, di un altro genovese, Nicolò  Caveri, che aggiunse numerosi dettagli relativi alla costa del Sud America basati sulle spedizioni di Amerigo Vespucci e di Fenando de Noronha?  
Primo: l'America meridionale e l'Antartide sono proiettate nella posizione giusta, anche se sono erroneamente unite.
Secondo: la linea di costa, a Sud, combacia in modo notevole, con una porzione del continente antartico, così come apparirebbe se fosse libero dai ghiacciai ( e come noi lo conosciamo, grazie ai satelliti, solo dal 1957 )
C'é chi sostiene che il documento testimoni"...in modo inconfutabile una conoscenza scientifica che supera di molto la possibilità dei navigatori e dei disegnatori di mappe" dell'epoca. Quindi "...che sia il prodotto di un popolo sconosciuto vissuto prima della storia ufficiale", un popolo capace di compiere << osservazioni e rilevamenti aerofotografici >>! Una prova dunque a favore dell'ipotesi, tanto in voga qualche anno fa, del passaggio sulla terra di antichi astronauti. La carta, perduta per secoli, fu riscoperta nel 1929 durante i lavori di ristrutturazione delle collezioni del museo di TopKapi di Istambul, in Turchia, dov'é tutt'ora conservata. Fu di nuovo dimenticata per qualche decennio finché, alcuni studiosi, ipotizzarono una fonte fantastica per la carta di Piri Re'is: un osservatore posto ad oltre 10000 metri di quota. Solo così sarebbe spiegabile l'estrema accuratezza della carta nella rappresentazione di sistemi idrografici e orografici e quella costa frastagliata, unita a quella sud americana, ma posta proprio in corrispondenza del continente antartico come noi lo conosciamo oggi. ...Ma non mancano gli errori, spiega Mario Tozzi, del Dipartimento delle Scienze della Terra dell'Università della Sapienza di Roma e ricercatore del CNR: << Alcuni oggetti geografici sono rappresentati sulla carta in modo sostanzialmente poco difforme rispetto alla realtà, come il Rio della Plata, mai disegnato prima. Altri, invece, risultano erroneamente rappresentati per posizione, dimensione o forma, come il Rio delle Amazzoni, che compare due volte, o i Caraibi, di cui é sbagliata la scala e la disposizione della gran parte delle isole. L'isola Hispaniola (Haiti e Repubblica Dominicana) viene grossolanamente confusa con Cuba ed é orientata secondo la direzione Nord-Sud e non Est-Ovest come é in realtà >>. Conclude Tozzi << Se c'é un fatto straordinario, é che Piri, costruì un intero  Planisfero senza l'ausilio delle moderne coordinate geografiche, ma usando solo le direzioni rispetto alla rosa dei venti e le distanze misurate dai marinai. Da questo punto di vista, l'esercizio dell'Ammiraglio Turco, desta ancora oggi giustificata ammirazione >>.
...Ma come avrebbe potuto, un pur valente comandante di vascelli rinascimentali, tracciare la linea di costa di un continente che sarebbe stato scoperto solo centinaia di anni dopo, tenendo conto che le sue coste erano coperte da una coltre glaciale già migliaia di anni prima di Cristo? Continua Tozzi: << La carta di Piri non é così accurata come si vorrebbe far credere: la mappa dell'Antartide, in realtà, non concorda affatto con la linea di costa attuale. Se si mettono a confronto il profilo della costa meridionale della mappa di Piri e quella del Polo Sud fotografato dal satellite, infatti, si vede che non combaciano. Se la carta fosse stata davvero tracciata da Extraterrestri - ironizza - perché non é perfetta? Se avevano la possibilità di vedere i continenti dall'alto, perché disegnarli così poco precisi? >>.
Fu il capitano Cook, tra il 1760 ed il 1770, a mettere alcuni punti fermi, percorrendo in lungo e in largo tutta la zona finché non rimase nessun tratto di mare inesplorato. I cultori dell'ipotesi Ufologica, avrebbero forse potuto risparmiarsi congetture sempre più improbabili se solo avessero letto le parole dell'Ammiraglio Piri annotate a margine della carta e da tempo decifrate. L'ammiraglio stesso dice che la sua carta é :"... un documento composito, basato su antiche carte Greche e Arabe e su carte tracciate da Colombo e su carte e resoconti verbali di altri esploratori del Nuovo Mondo". Ci troviamo quindi, di fronte ad un eccellente esempio di arte cartografica, non ad un mistero!

(Fonte mensile Focus del Giugno 2002)

( in basso la carta del cartografo Ortelio del 1570 )
Vincitore di numerose battaglie navali, Piri Reis era considerato un esperto viaggiatore delle terre del Mediterraneo e scrisse anche un celebre libro di navigazione, il "Kitabi Bahriye", che forniva una dettagliata descrizione delle acque mediterranee. Nonostante la sua carriera gloriosa, fu decapitato nel 1554 o 1555 a causa della collera dei suoi capi. Le fonti di cui l'ammiraglio fece uso per compilare la carta provengono con tutta probabilità anche dalla Biblioteca imperiale di Costantinopoli, alla quale l'ammiraglio aveva accesso facilitato. Quelle fonti non sono mai state ritrovate.
 E' importante ricordare, inoltre, che Piri Re'is, nella sua carta, ci informa che non fu lui a effettuare i rilevamenti e i disegni cartografici originari. Il suo ruolo è stato di compilatore e copista. 
Il prof. Charles Hapgood afferma: "Emerge che le carte nautiche devono essere state realizzate da una popolazione sconosciuta e poi tramandate, forse dai Cretesi all'epoca minoica e dai Fenici, che furono, per mille anni e passa, i più grandi navigatori del mondo antico. Sappiamo per certo che furono raccolte e studiate dalla biblioteca di Alessandria e che i geografi che lavoravano là ne realizzarono compilazioni."  
Molte di queste carte raffiguravano l'Oceano Artico e l'Antartico nei minimi dettagli: gli antichi si spinsero da un polo all'altro, quando i ghiacci erano completamente assenti o presenti solo in parte e si potrebbe ipotizzare che questi popoli fossero tecnologicamente avanzati, tanto da poter effettuare rilevamenti di gran lunga più precisi di quelli dell'antichità. Studiosi accademici definiscono semplici leggende gran parte di tutte queste dimostrazioni, senza però effettuare alcuna ipotesi. Non sono mai state svolte ricerche approfondite sull'argomento, nonostante gli interventi di Albert Einstein e di John Wright, presidente della Società Geografica Americana. La carta di Piri Re'is non è comunque l'unica carta raffigurante l'Antartide nei dettagli; altri esempi sono: il mappamondo di Oronzio Fineo, le carte di Mercator, la carta di Buache e molte altre raffigurazioni impostate sulla rappresentazione tolemaica (e non).