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LA PROFEZIE DEL RAGNO NERO

 Probabilmente sotto questo strano pseudonimo si nasconde un monaco Bavarese vissuto nel xvi secolo. Il manoscritto delle profezie venne disperso all'inizio dell'ottocento. Mezzo secolo dopo vennero rintracciati dei fogli in Francia e, degli appunti, presso una biblioteca di Colonia. E' molto probabile che una parte del manoscritto sia andata a finire nelle mani di persone completamente all'oscuro di questa profezia e che, non avendo capito il valore dei fogli manoscritti, abbiano provveduto per distruggerli. La fama di questo monaco giunse, comunque, già nel 700 in Scozia. Qui c'è anche una leggenda popolare che parla di un "Foreteller Monk" cioè un monaco veggente. Le donne parlavano di questo strano personaggio a voce bassa e spesso si facevano il segno della croce. I bambini facevano una notevole confusione tra il "Diavolo" e il "Foreteller Monk". Lo spirito del concilio di Trento, aleggiava ancora tra le secolari mura dei conventi. Nell'aria c'era l'aspro odore delle carni bruciate di Savonarola e di Giordano bruno. Gli avvenimenti storici facilitarono, quindi, la dispersione di questi preziosi manoscritti. Le profezie, furono chiamate "del Ragno nero", perchè il Monaco usava disegnare un ragno nero, all'inizio di ogni foglio profetico.

( n.d.r.  poichè le Profezie del Ragno Nero terminano con l'anno 2000, ci limiteremo a riportare solo le ultime due, quella del 1999 e quella del 2000. Ognuna delle due avrà, da una parte il testo originale e dall'altra la traduzione. )

Fonte : "Le profezie del ragno nero" di Renzo Baschera - Armenia Editore - MILANO   anno 1972.

 

DI SEGUITO LE ULTIME DUE PROFEZIE   -   1999  E  2000   -

 

1999 - RESURREZIONE DI CAINO  
La strada è immersa nella notte. Le spalle dell'uomo sono candide come colombe. Sorge, dalla terra battuta da mille generazioni, « il figlio del male ». Sarà questo l'alfiere del Principe Nero. Sarà questo che scuoterà l'ulivo.  È giunto il tempo della pestilenza. Nei cieli apparirà l'arcangelo, ma sarà il « figlio del male ».  Nei cieli apparirà la luce, ma sarà il Principe Nero.  Verdi labari trionferanno al vento e il coltello di Caino sarà pulito in una bandiera che avrà il colore del latte e del sóle.  Il manto del Principe Nero sarà steso sul villaggio dei pescatori e il pesce diventerà serpente e il serpente sarà scannato ai piedi di San Nicola. Una foresta in fiamme sprofonderà nel ventre della genitrice e lingue di fuoco si eleveranno alle nubi cariche di tempesta.
Come un segno sarà il tremore che serpeggia intorno alla terra e demolisce villaggi e città. La parola del Prìncipe Nero è un'onda che inghiotte la nave; è una folgore che spezza la quercia. Dove passa il suo tallone i fiori si spezzano e l'erba ingiallisce. I figli leveranno i coltelli contro i padri e i padri contro i figli.
Genti barbare prenderanno possesso delle città e genti civili andranno nella Joresta.  Le terre dei profeti saranno sterili per più generazioni. Ma il grano non serve più a sfamare i poveri figli di Eva. A levante gli uomini verdi costruiranno una tana, dove cadrà il grande Principe della Notte e sarà legato con corde, come si usa fare con gli sciacalli. Sarà allora che i cieli si rovesceranno.

L'INTERPRETAZIONE  
L'Anticristo avrà il suo alfiere. Sarà questo « il figlio del male ». In quest'anno tormentato sentiremo sorgere una « nuova voce » che si affiancherà a quella del « Principe Nero ».  La profezia ci ammonisce che « è giunto il tempo della pestilenza ». Non si tratta di pestilenza tradizionale. Non si tratta di microrganismi, ma di parole. E saranno le parole che demoliranno l'uomo.  Le tempeste solari riprenderanno con maggiore intensità. Anche i cieli ci dicono che il momento è vicino.  « Il coltello di Caino sarà pulito nella bandiera che ha il colore del latte e del sole ». Qui abbiamo la bandiera vaticana. Ma Caino chi sarà mai? Se si rinnova il ciclo del Cristo, con l'Anticristo si rinnoverà probabilmente anche la figura di Giuda. In questo caso, come avremo Pietro II potremo anche avere Giuda II.  La « foresta in fiamme » può essere un'astronave, come può essere anche una esplosione termonucleare.
Questo è un anno di tradimenti. Bisogna guardarsi alle spalle perchè la gente cambierà volto dal mattino alla sera.  La « nave »  ricordiamoci della navicella di Pietro verrà « inghiottita dalla parola del Principe Nero ». Duemila anni di storia si concludono.  L'ordine civile verrà sovvertito. Un'ondata di ribellione percorrerà la terra. Morti, massacri, violenze. Questo è ciò che ci attende nel penultimo anello di una millenaria catena.  Durante quest'anno assisteremo all'ultima corsa agli armamenti atomici.  « Le terre dei profeti », cioè le terre che vanno dal Caucaso al Mar Rosso, saranno sterili perchè la distruzione incomincierà da qui.

 

2000 - GLORIA DEL FUOCO  
È tardi per alzare gli occhi al dielo. Tutto sarà fugace come un lampo. Tutto sarà violento come la folgore. La strada finisce alla sommità del colle.
La quercia non è più che una canna marcia come la vita dell'uomo.  E al di là della quercia la notte...
L'impero del Principe è durato quindici lune. Al primo quarto della sedicesima luna amare goccie di sudore formeranno la corona per il banchetto delle tenebre.  E qui il Principe sarà barattato per trenta fiori appassiti. L'ultimo scoglio sarà una montagna di fuoco. Sentirete le fiamme salire in gola e la bocca sarà secca, come la sabbia del deserto.  Sentirete il vuoto e cercherete di aggrapparvi al fuscello vagante, che fu la barca di Pietro.
La terra scivolerà verso il mare e trascinerà le genti. L'acqua sarà fuoco e nella fiamma si concluderà un tempo.
Finalmente sulla terra ritorneranno a sbocciare gli ingenui fiori dell'età verde. La cicala canterà libera.
Al fuoco seguirà la pace. Una pace solenne, una pace maestosa, senza limiti, senza orizzonti. Sulle macerie di Duemila anni quattro sparuti superstiti capiranno che tutto è stato un sogno amaro. Capiranno che la vita non era gloria, ma pace.  Lasciate che l'ulivo rinverdisca, ma bruciate la rosa.
La vita dell'uomo, animale viziato, è finita.  Rendiamo di ciò grazie al cielo.

L'INTERPRETAZIONE  
« Tutto sarà fugace come un lampo », dice la profezia. La fine di una civiltà sarà istantanea, sarà come « la folgore ».
I primi mesi dell'anno lascieranno promettere un periodo di pace, quasi di prosperità, dopo tanti disordini. Solo all'inizio della primavera vedremo rinnovarsi il simbolismo di Cristo.  L'Anticristo sarà barattato per « trenta fiori appassiti ». Cristo venne barattato per trenta monete.
La storia si ripete. L'Anticristo sarà distrutto da coloro che lo hanno accolto come salvatore e che gli hanno gettato ai piedi i loro manti.
La « barca di Pietro », cioè la chiesa cattolica, non è più che « un fuscello vagante ».
La fine della nostra civiltà sarà data probabilmente da una reazione termonucleare a catena. Il giorno della fine apparirà come un giorno qualsiasi. Ci sarà un'alba rosea, ma poi, mentre gli uomini saranno intenti al loro lavoro sulla terra passerà un brivido di morte. Sarà come una grande fiammata. Sarà il diluvio di fuoco.  Si salveranno degli uomini? Su questo la profezia non risponde. Si salverà comunque il principio della vita, o si salveranno degli scienziati. Questo perchè nell'Età Nuova avremo il trionfo della scienza.  Ma dovrà passare del tempo prima che l'Uomo Nuovo riesca a trovare un suo equilibrio. Dal 2000 al 2160 il globo terracqueo sarà una landa deserta. Dove oggi sorgono i monumenti cresceranno alte felci e le acque della montagna troveranno il loro letto sulle grandi vie delle città.  L'Europa sarà una grande foresta. Piante e fiori che l'uomo aveva distrutto ritorneranno a sbocciare come d'incanto.

Fonte : "Le profezie del ragno nero" di Renzo Baschera - Armenia Editore - MILANO   anno 1972.